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Frammenti e ricordi

... gli scantinati

Negli scantinati più grandi della città nascono in quegli anni, su iniziativa autonoma di gruppi di giovani, locali a loro destinati nei quali, durante la settimana, suonano gruppi musicali che preparano i loro repertori in presenza dei fondatori e dei frequentatori abituali che diventano quindi i primi giudici di queste prove fornendo anche spunti critici e suggerimenti originali ed é in un ambiente di questo genere che crescono gli Stiglers. 

Il sabato e la domenica vengono invece utilizzati per organizzare feste da ballo che, data l'epoca, iniziano nel pomeriggio e terminano rigorosamente alle ore 22.00; di fatto non sono locali pubblici tanto che i ragazzi li chiamano "Club", l'ingresso è gratuito durante la settimana, ma solo per i ragazzi conosciuti e frequentatori abituali, mentre il sabato e la domenica si paga un piccolo contributo per la festa durante la quale non vengono servite bevande alcoliche e rappresentano un grande elemento di richiamo e di aggregazione per i ragazzi dell'epoca.

Quelli più piccoli vengono invece utilizzati come "sala prove" per tantissimi gruppi musicali che nascono come funghi in quegli anni (ogni Scuola superiore della città vede nascere al suo interno almeno una decina di gruppi che automaticamente acquisiscono come loro fans gli stessi compagni di scuola). Questi scantinati sono attrezzati alla buona: cartone o i famosi contenitori delle uova alle pareti, vecchio tappeto su cui montare la batteria, qualche poster alle pareti ed impianto elettrico ... beh qui é meglio sorvolare ...)

Locali di questo genere nascono come funghi nella città, tutti gli scantinati adatti allo scopo vengono occupati ed un grande fermento musicale si sviluppa in questi locali tanto che passeggiando in qualunque punto della città si avverte spesso un suono di musica beat provenire dal sottosuolo. Difficile ricordarli tutti e ricordarne il nome:

"The shadow Submarine" in corso Umberto presso il canale navigabile
"The Cavern Club" in Via de Cesare presso la villa Peripato
"La Stiva" in Piazza Ebalia
"Il Piper" in via Capotagliata
"New Eden" in via Pupino di fronte al "Pitagora"
Un Club in via Aristosseno
Tanti in via Mazzini

... il bar Antille o la Dreher?

Si è affermata e consolidata l'opinione che il bar Antille fosse, a metà degli anni 60, il punto di riferimento della gioventù tarantina ma questo non corrisponde con i miei ricordi, nè con la struttura della città né con le abitudini dei tarantini.

La città ed i suoi cittadini in quegli anni erano profondamente diversi dagli attuali. La presenza dell'Italsider non era ancora rilevante (... era in fase di avvio) e l'economia della città si basava ancora sui tre pilastri storici: la Marina militare, l'Arsenale ed i cantieri Tosi ed in più l'economia tipicamente locale basata sull'attività della pesca. Era limitata topograficamente alla Città vecchia (i Tamburi erano ancora un piccolo agglomerato di case sparse tra gli ulivi), ed al Borgo con il confine verso sud est rappresentato da Via Falanto, Via Aristosseno e Via Dario Lupo. La città era una qualunque piccola e tranquilla cittadina del Sud di quegli anni con i ragazzi a scuola e gli adulti alle prese con il lavoro. Una città ed un'epoca completamente diversi quindi e che aveva in Via di Palma e via D'Aquino le due strade di riferimento per tutti, il cosiddetto salotto della città. Qui si ritrovava la sera (... non molto tardi) tutta la città, adulti e ragazzi, e per noi ragazzi il punto di riferimento era ... la Dreher!!!

Come dimenticare il profumo ed il sapore dei suoi panzerotti e delle sue pizze consumate sui suoi enormi tavoli di legno avvolte in carta alimentare e fatte sicuramente con vera farina e vera mozzarella? Qui ci si incontrava tutti, approfittando anche dello scarso traffico di allora e della possibilità di utilizzare come spazio di conversazione tutta la piazza Maria Immacolata.  

Certo forse qualcuno frequentava il bar Antille ma sicuramente noi ragazzini dell'epoca non avevamo la disponibilità economica per sederci ai tavolini di un bar per consumare qualcosa (.. la paghetta questa sconosciuta ... negli anni 60).  

... il primo locale da ballo per i "quasi giovani" a Taranto

Il "Red Sky" è stato il primo locale (assimilabile a quella che oggi chiamiamo discoteca ma che allora poteva essere definito solo come night club), aperto a Taranto; era situato in via Argentina ma era considerato un locale notturno e quindi l'ingresso era vietato ai minori di 21 anni (il passaggio della maggiore età a 18 anni avverrà nel 1975) creando quindi qualche problema ai componenti del gruppo ancora minorenni.

Ricordo che per poter suonare eravamo costretti ad entrare nel primo pomeriggio (quando non c'era ancora il controllo della Questura, allora molto severa e pignola) per poi aspettare fino alla sera quando iniziava a riempirsi il locale.

... il teatro "Orfeo"

Un appuntamento musicale fisso di quegli anni era uno spettacolo che si teneva ogni domenica mattina presso il teatro "Orfeo" di Taranto durante il quale si alternavano sul palco vari gruppi musicali; l'ingresso era a pagamento ed il teatro era sempre strapieno tanto che i ragazzi occupavano anche la strada antistante per ascoltare la musica (non c'era molto traffico in quegli anni !) mentre i gruppi si esibivano gratuitamente per il solo gusto di fare musica e di farsi conoscere.

Era anche il luogo cui facevano capo le tappe tarantine delle compagnie teatrali e musicali e quindi anche dei primi complessi che cominciavano a raggiungere una fama nazionale. Ricordo l'esibizione, alla fine del 1966 o inizio del 1967, dell'Equipe 84 seguita dall'esterno perché non avevo trovato il biglietto o forse perché più probaabilmente non avevo i soldi per acquistarlo. Ricordo ancora il suono straordnario che si propagava in tutta via Pitagora ... una folgorazione ... dal vivo erano davvero pazzeschi. 

... nasce il nome del gruppo

Il nome "The Stiglers" nasce dalla marca dall'ascensore dell'immobile in cui si trovava lo "Yellow submarine" appunto uno "Stigler-Otis" di inizio secolo, con una bella gabbia in ferro battuto simbolo di un'epoca in cui il design industriale si sposava con arte e buon gusto; altri nomi in lizza per il gruppo come "The highway 61 group" e "The loaths group" vennero ben presto abbandonati.

... nasce il repertorio d'avanguardia

La trasmissione radiofonica "Bandiera Gialla" appuntamento fisso del sabato pomeriggio, condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, proponeva ai giovanissimi ascoltatori dell'epoca 4 terne di brani esclusivamente stranieri ed inediti per l'Italia; alla fine della trasmissione i ragazzi presenti in studio votavano la migliore che tornava in lizza la settimana successiva. Nel panorama musicale di quel periodo, caratterizzato da un dominio totale sui media (peraltro scarsi !) radiofonici e televisivi della canzone melodica italiana, spesso di cattivo gusto, questa era l'unica trasmissione fuori dal coro e questo spiega anche l'enorme successo che l'accompagnava.  

Il sabato pomeriggio i componenti del gruppo si riunivano per ascoltare la trasmissione "Bandiera gialla" muniti di un piccolo registratore di tipo "Geloso" con il quale, tra mille fruscii e rumori di fondo, registravano la trasmissione per ricavare, dai brani più belli, testo e musica per poterli inserire, in assoluta anteprima, nel loro repertorio e proporli già nelle esibizioni dei giorni successivi.

Significativo fu il caso di "Paint it black" che, presentato nella trasmissione del sabato pomeriggio, fu registrato dal gruppo, analizzato per ricavare testo, musica ed accordi (... ovviamente Internet non c'era ma questo ha sicuramente migliorato il nostro "orecchio" musicale e la conoscenza della lingua inglese) e provato già nella serata di sabato per essere presentato il giorno successivo, in anteprima assoluta, al teatro Orfeo.

... l'esordio

Avviene il 4 novembre 1966 durante quello che a Taranto era un violento temporale e che diventava purtroppo in altre regioni italiane una vera e propria calamità naturale come a Firenze dove avvenne lo straripamento dell'Arno con tutte le conseguenze che conosciamo.

In quella circostanza anche il Cavern subì le conseguenze del temporale a causa di un cortocircuito dovuto alle infiltrazioni d'acqua e che costrinse a sospendere la serata.

... i Condors, i 4 del sud ed il successo nazionale

Il gruppo dei "4 del Sud" nasce come nuova ridenominazione e migrazione parziale da uno già molto famoso a livello locale e cioè "I Condors" che probabilmente per ragioni commerciali sono costretti a cambiare il loro nome e che con quello parteciperanno anche al "Cantagiro" del 1967.

... le feste negli anni '60

In un periodo in cui non esistevano locali pubblici (discoteche, pub ed altri) le uniche occasioni per ballare, oltre naturalmente alle feste organizzate in casa, erano offerte da iniziative estemporanee in locali adattati allo scopo (alberghi, ristoranti o altro) ed in occasione di festività particolari (Fine anno, Pentolaccia, Carnevale, Mak P 100 ...).

... il Mak P 100

Il "Mak P 100" rappresentava un evento fondamentale e molto sentito nella vita degli studenti delle scuole superiori; segnava infatti il centesimo giorno dagli Esami di Maturità (grande spauracchio! e ben altra cosa rispetto alla "farsa" che attualmente viene pomposamente presentata come  Esame di Stato). In questa occasione ogni Scuola organizzava una serie di manifestazioni che culminavano in una grande festa da ballo nei grandi locali degli Hotel o dei Ristoranti dell'epoca e che vedeva la partecipazione massiccia di tutti gli studenti rigorosamente in giacca e cravatta e con le studentesse in abito lungo (forse per la prima volta!).

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